Fai conoscere Critical  Book&Wine

C.A.N.I.*


«La tavola è stata il nostro primo altare, oggi è una biblioteca che non
sappiamo più leggere.

Un tempo la fame guidava gli uomini alla ricerca di se stessi, poi venne
l'apparente abbondanza mercantile e gli atti alimentari sono degenerati in
rappresentazioni che la modernità ha risolto in un puro desiderio senza
oggetto.

Dai buoi delle pitture rupestri di Lascaux ai macinati di c.a.n.i. (composti
alimentari non identificabili), con i quali nell'indifferenza generale si
confeziona la stragrande quantità di alimenti del XXI secolo, non sono
passati che un pugno di secoli. Eppure, mai come oggi il cibo è pura forma,
non più soddisfazione di un bisogno e neppure appagamento di un desiderio.
Una forma che ha perduto ogni legame con quella rete di significati
sovrapposti al cibo che ha fatto la storia della nostra "cultura
alimentare".

Se da una parte c'è la grande massa dei consumatori di c.a.n.i., dall'altra
c'è un'élite di gourmet per la quale il valore di un alimento non è
riconosciuto, se non quando questo è perduto e seppellito dentro un coacervo
d'informazioni catastrofiche. A questo punto la sua protezione segue le
modalità ottocentesche della conservazione e della restaurazione museale
delle opere d'arte».

* Estratto dal testo di una conferenza sul tema dei c.a.n.i. tenuta da Gianni-Emilio Simonetti
in occasione del Critical Book & Wine di Laveno (giugno 2009).